Si apre oggi a Francoforte la Fiera internazionale del Libro (Frankfurt Buchmesse) che quest'anno vede come ospite d'onore la Turchia. Per l'occasione, Orhan Pamuk, intenso e profondissimo autore, nonchè premio Nobel 2006 per la letteratura, è stato invitato a tenere il discorso di inaugurazione dell'evento. Voglio sottoporre alla vostra attenzione un brevissimo estratto del suo discorso (tratto da da Swissinfo.ch): «Lo scrittore turco ha criticato gli ostacoli alla libertà di espressione che ancora esistono nella sua patria: "La tendenza dello Stato turco a proibire libri e punire scrittori - ha detto Pamuk, secondo la traduzione del suo discorso - continua ancora a sussistere. Sulla base del paragrafo 301 del diritto penale turco, con il quale si è cercato di intimorire scrittori come me, centinaia di scrittori e giornalisti sono stati sottoposti a processo e condannati». (Vi risparmio la demagogia degli altri interpellati).
Questo le parole che hanno turbato, ma non più di tanto, la stampa europea, mentre quella italiana c'è assolutamente passata sopra.. La notizia, anche se magari non di rilievo primario, non è citata in nessun quotidianodi oggi, personalmente l'ho sentita al TG Radio2 ma il servizio non è nemmeno andato in onda.Esempio banale delle condizioni di morte nelle quali versa l'informazione in Italia. Tra l'altro come argomento potrebbe dar spunto a varie discussioni oltre a questa: la censura nei testi, l'integrazione della Turchia nell'Unione Europea, e perchè no, anche l'immigrazione. Invece puntualmente il focus dei media si concentra solo sulla sovrainformazione e sulla censura,coadiuvato dalla pigrizia del popolo.


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